Animazione Missionaria

Lettera di padre Alessandro dal Messico- Dicembre 2019 


Lettera di Padre Marco


Lettera di Francesca B. da Mouda

Buon Natale e che il Nuovo Anno sia pieno della Sua luce. Francesca

P.S.: Come ormai da tradizione condivido con gioia con voi le lettere che abbiamo preparato dalle missioni di Yagoua e Mouda per i sostenitori dei progetti di sostegno a distanza (magari durante questi giorni di festa trovate un po’ di tempo per leggerle).


 

Rubrica mensile di MeM (Mondo e Missione) Pime - Febbraio 2012  di Francecsca B. 

Esattamente un anno fa mi trovavo a Fianga, una piccola cittadina del Ciad che dista circa 70 km da Yagoua, per far visita agli amici preti fidei donum della diocesi di Treviso e alla loro comunità.

Domenica mattina ho accompagnato don Matteo che partiva per Foulmay per celebrare la messa, ed è stata una giornata splendida nella sua semplicità.

 

 SIAMO TUTTI UGUALI

I bambini sono una vera forza della natura, la loro spontaneità e la loro innocenza sono meravigliose. Incontrarli nelle scuole per gli aggiornamenti dei sostegni a distanza o in qualche villaggio mentre seguo i casi dei disabili è sempre una gioia e un’avventura.

I bambini, in particolare quelli che vivono nei villaggi più interni che non hanno mai visto un bianco hanno un po’ di timore. Talvolta i più piccoli scoppiano a piangere e le mamme si mettono a ridere, ma come dargli torto, chissà che pensieri gli passano in testa nel vedere una persona così strana. I più temerari si avvicinano e ti salutano dandoti la mano, poi si allontanano e si mettono a “distanza di sicurezza”, si guardano il palmo della mano come per verificare che sia tutto a posto e che non sia cambiato niente e una volta assicuratisi che è tutto come prima ritornano a salutarti seguiti anche dai più timorosi.

 

Un giorno in una scuola alcune bambine di 3^ elementare mi hanno detto: “siamo diversi, tu sei bianca, perché?”. Io gli ho risposto “è vero, sono bianca, ma questo non ci rende così diversi”. Posto che ci sono delle differenze oggettive oltre che culturali (ma questo non solo tra persone con differenti colori di pelle), come spiegare e far capire a dei bambini che il colore della pelle non ha nessuna importanza? Io l’ho fatto così. Gli ho chiesto, indicandoli, come si chiamano gli occhi, loro mi hanno risposto e io ho detto voi avete due occhi ed io ho due occhi, vedete sono uguali, e poi ho continuato a ripetere la stessa domanda per il naso, la bocca, i denti, le orecchie, le mani ecc. Quindi gli ho detto “visto che non siamo poi così diversi? Il colore della pelle è differente, ma come lo sono il carattere, le capacità e i doni che rendono unico ognuno di noi”.

È così bella e arricchente la diversità, il Signore ci ha fatti tutti uguali e nello stesso tempo diversi uno dall’altro. Viva la diversità.

Francecsca B. - Yogoua Camerun