Dialoghi di vita buona. Milano metropoli d’Europa. - Volantino

Naturale e artificiale nell’esperienza umana

Digitalizzare la vita. L’esistenza calcolata

Lunedì 24 ottobre 2016 ore 20.30 - Piccolo Teatro Studio Melato (via Rivoli, 6. Milano)

Pubblichiamo la videoregistarzione suddivisa in due parti

Conferenza: Prima parte  Dibattito:Seconda parte 

Il filo conduttore delle serate dei Dialoghi di vita buona che si terranno nella stagione teatrale 2016-2017 al Piccolo Teatro Studio Melato è il tema della tecnica e l’influsso che questa ha nella vita umana, sia nella vita quotidiana sia nella strutturazione del pensiero. Da qui il titolo complessivo che caratterizza gli incontri: “Naturale e Artificiale nell’esperienza umana”. Naturale e artificiale si contrappongono e spesso c’è l’idea che la natura debba essere superata per essere perfezionata. Proprio la ricerca mostra come oggi i confini tra naturale e artificiale si stiano confondendo e sovrapponendo, creando un potere di manipolazione che va oltre la normale immaginazione.
Il primo evento della stagione 2016-17 dal titolo “Digitalizzare la vita. L’esistenza calcolata” in programma il 24 ottobre alle 20.30 al Piccolo Teatro Studio Melato (via Rivoli, 6 – Milano) metterà al centro il tema della vita, analizzando il significato di naturale a artificiale in tre mondi: la ricerca scientifica, l’educazione e la cura, la riflessione filosofica.
Si partirà dal racconto del progetto di digitalizzazione del vivente e di come la mappatura del genoma umano possa mutare la comprensione che abbiamo della vita.
Poi si illustrerà come la presenza della tecnica nella nostra vita sta modificando le relazioni fondamentali.
Infine, attraverso il pensiero filosofico si aiuterà il pubblico a comprendere la portata, le opportunità e i problemi generati dai mutamenti in atto nei concetti di mondo, natura, vita, morte, futuro, significato ultimo della vita.
Protagonisti saranno Ferruccio De Bortoli; Giuseppe Testa, scienziato dell’Università degli studi di Milano e IEO; Susanna Mantovani, pedagogista dell’Università di Milano Bicocca; Silvano Petrosino filosofo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Seguiranno le parole e le canzoni di Omar Pedrini, oltre a momenti di teatro e di cinema che aiuteranno a riflettere sugli argomenti trattati e ad entrare nel vivo del dibattito.
La serata è ad ingresso gratuito, fino ad esaurimento dei posti disponibili. Per prenotare un posto al Piccolo Teatro Studio Melato di Milano è necessario inviare una mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o telefonare al numero 02.72333301.
E’ possibile partecipare attivamente alla serata seguendo l’account twitter @dialoghivb o twittando utilizzando l’hashtag #dialoghi.
La riflessione sarà arricchita dal contributo di tutti. Per questa ragione invitiamo a visitare il sito www.dialoghidivitabuona.it o utilizzare gli account twitter @dialoghivb usando come hashtag #dialoghi e facebook/Dialoghidivitabuona per condividere i contenuti che saranno proposti.
Nati dall’iniziativa del cardinale Angelo Scola e del professor Massimo Cacciari, i “Dialoghi di vita buona” sono promossi da diverse realtà culturali, sociali, economiche della metropoli milanese, riunite in un comitato scientifico www.dialoghidivitabuona.it/info/il-comitato-scientifico-1.117019, e vogliono essere una risposta comune alla frammentazione che caratterizza la nostra società.

Naturale/Artificiale. Cosa sta diventando la vita?

I Dialoghi di vita buona ripartono, con l’intenzione di aiutare la Milano, che si vede sempre più nei panni della metropoli europea, a trovare occasioni per ragionare sulle questioni che decidono il nostro futuro. Non ha senso dividersi in modo pregiudiziale, senza aver ascoltato le ragioni dell’altro: solo da un confronto reale e profondo può nascere quella stima che fa da base ad ogni legame sociale.

Lo scorso anno ci eravamo cimentati con la tematica dei confini, affrontando la questione delle migrazioni e la sfida che rappresenta per l’Europa. In questo secondo anno i Dialoghi assumono come filo conduttore il tema della tecnica e l’influsso che ha nella vita umana. Da qui il titolo complessivo: Naturale/Artificiale.

L’esperienza diretta ci mostra come le invenzioni tecnologiche stanno trasformando la nostra vita. L’impressione che ne traiamo è che tra naturale e artificiale gli spazi di contiguità siano sempre più ridotti. Si respira un clima di contrapposizione e una voglia di supremazia: la natura deve essere superata.

Vogliamo il superuomo. Il mondo della ricerca ci insegna che i confini tra naturale e artificiale si vanno confondendo, facendo nascere la possibilità di un potere di manipolazione inimmaginabile. Nello scenario nuovo che si va delineando, dominato dalla tecnica e dalle scoperte scientifiche, come ritrovare lo spazio dei valori fondanti la nostra vita?

Naturale/Artificiale. Il dominio assunto dal secondo termine permette all’essere umano di potenziare il suo desiderio. Più di un pensatore legge nello sviluppo della tecnologia il riflesso assunto dal nostro desiderio mai sopito di immortalità. Come leggere e comprendere i mutamenti che un simile modo di pensare genera sulla comprensione che l’uomo ha di sé? I Dialoghi sono un ottimo spazio per istruire il dibattito su mutamenti così grossi e al tempo stesso basilari per la costruzione della grammatica di comprensione della vita umana.

Naturale/Artificiale. Il mondo della cura, in tutte le sue dimensioni e in tutti i suoi significati (educativo, medico, istituzionale, religioso), è uno dei luoghi più coinvolti e toccati dalle trasformazioni in atto. Come rideclinare il concetto di potere, quale contenuto dargli, quali buone pratiche mostrare: anche questo è uno degli obiettivi dei Dialoghi.

Naturale/Artificiale. La tecnica si presenta oggi come un buon surrogato di ciò che era l’esperienza religiosa. Oggi ci si affida alla tecnica, convinti della sua onnipotenza. Le religioni non possono non sentirsi sollecitate. Per noi cristiani la sfida è lanciata: in questo mondo dominato dalla tecnologia occorre essere capaci di rendere ragione della nostra fede nel Dio di Gesù Cristo, testimoniando che l’amore è un “superparadigma” capace di battere il paradigma del superuomo: anche questo è sicuramente uno degli scopi dei Dialoghi di vita buona, che ci permette di comprendere l’utilità di un simile strumento per la costruzione di una Milano veramente metropoli d’Europa.

 

mons. Luca Bressan

Vicario Episcopale per la Cultura, la Carità, la Missione e l’Azione Sociale

Arcidiocesi di Milano

 

Ufficio Comunicazioni Sociali
Arcidiocesi di Milano
p.zza Fontana, 2 – 20122 Milano
tel. 02 8556240
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.