Foglio delle Campane di Rogoredo
Comunicazione di Formazione Religiosa
 
foglio domenicale

La situazione è occasione…

    Giornata del seminario

Nel mese di Settembre, si calabra ogni anno la giornata dedicata alla preghiera, alla conoscenza e al sostegno del Seminario diocesano, luogo prezioso per la formazione umana, spirituale e culturale dei futuri presbiteri e diaconi.

 

 

 

 

Il Seminario di Milano è il più antico dei seminari cattolici voluto dal San Carlo nell’ambito della riforma tridentina. Dopo anni di fervore vocazionale , dagli anni  80 in poi si è assistito ad un progressivo calo numerico dei seminaristi che ha portato ad un conseguente calo dei presbiteri sul territorio, calo di cui oggi la diocesi ormai soffre chiaramente.

In occasione della giornata 2019 l’arcivescovo , come ogni anno , ha inviato alla diocesi uno scritto che vi riportiamo così che possiate sentire come comune e condiviso il compito di sostenere il seminario sostenendo le vocazioni che ancora nascono nel tessuto della nostra chiesa. Conosco un ambiente in cui non è proibito porre le domande più importanti. In molti ambienti è proibito: non dalle legge, ma dalle distrazioni, dalla confusione, dal rumore, dal ridicolo che circonda chi pone le grandi domande, dai capricci che inducono a porre domande piccole e inducono a cercare piccole gratificazioni.
Le domande importanti sono sul senso della vita, su Gesù e il Padre, sulla gioia piena, sulla propria verità. Il Seminario è fatto per coloro che si pongono le grandi domande e, ascoltando le confidenze di Gesù, hanno intuito l’attrattiva a diventare preti; ma il Seminario è fatto anche per suggerire a tutta la Diocesi che è possibile e giusto porre le grandi domande. Il Seminario non è per tutti, ma è di tutti e provoca tutti a porre le domande più importanti.
Conosco un ambiente in cui non è proibito cercare le risposte.
Talora la gente del nostro tempo ritiene che le risposte siano già tutte date: dalla scienza, dalla tecnologia, dai sapientoni del momento.Talora la gente ritiene che le risposte non esistano e che sia meglio rassegnarsi a vivere nell’opacità piuttosto che nella luce.
Sono convinto che sia possibile cercare le risposte alle grandi domande nella Chiesa, dove è custodita la rivelazione di Gesù.
Il Seminario è fatto per coloro che hanno preso sul serio la domanda sul loro desiderio di diventare preti e cercano la risposta in un percorso di discernimento all’ascolto di Gesù, nell’accompagnamento di persone sapienti, affidabili, che si curano dei percorsi comunitari, della vita di preghiera e della libertà intelligente dei seminaristi. Si potrebbe dire che è una “scuola di metodo” per arrivare a risposte cristiane alle grandi domande.
Il Seminario non è per tutti, ma è di tutti e può essere per tutti una scuola di metodo per cercare le risposte. Conosco un ambiente in cui la risposta non è una risposta, ma un invito a percorrere la via verso la gioia piena. Molti disperano che esista una via verso la gioia piena. Sono portati a pensare che sia più saggio accontentarsi di una gioia vuota. Chi è entrato nelle confidenze di Gesù ha però ascoltato le sue parole: queste cose vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena (Gv 15,11).

Il Seminario è per coloro che credono in Gesù e si sono messi in cammino per diventare preti, cioè per vivere una forma di vita cristiana di collaborazione con il Vescovo per il servizio alla Chiesa. Si sono messi in cammino: hanno posto la loro fiducia in Gesù e si sono convinti che per giungere alla gioia piena non si debba arrivare a un paese incantato, ma a vivere la vita di Gesù, per giungere alla dimora che lui ha preparato per ciascuno.
Il Seminario non è per tutti, ma è di tutti e suggerisce a tutti che solo la strada proposta da Gesù è quella che porta alla gioia piena.
Invito tutte le comunità cristiane della Diocesi a celebrare la Giornata per il Seminario per esprimere l’apprezzamento, la preghiera, il sostegno al Seminario, che è di tutti.
La Giornata sia occasione per annunciare a tutti, soprattutto ai ragazzi, agli adolescenti e ai giovani, che non è proibito porre le grandi domande, anzi le grandi domande aiutano a desiderare una vita che meriti di essere vissuta; non è proibito cercare le risposte, anzi si può trovare in Gesù e nella Chiesa il metodo per trovare le risposte e la consolazione di sperimentarne la verità; non è proibito cercare la gioia piena, anzi nella grazia di essere amati e nella decisione di amare come Gesù, si percorre un cammino verso la terra promessa, il compimento della vocazione alla vita felice nella comunione trinitaria.

Fin qui il nostro arcivescovo Mario. Ma il tema ci pare talmente caro e urgente che vorremmo anche riferirci a quanto scritto da Papa Francesco in occasione della giornata mondiale delle vocazioni di quest’anno…

 «Il desiderio di Dio, è che la nostra vita non diventi prigioniera dell’ovvio, non sia trascinata per inerzia nelle abitudini quotidiane e non resti inerte davanti a quelle scelte che potrebbero darle significato. Il Signore non vuole che ci rassegniamo a vivere alla giornata pensando che, in fondo, non c’è nulla per cui valga la pena di impegnarsi con passione e spegnendo l’inquietudine interiore di cercare nuove rotte per il nostro navigare. Se qualche volta ci fa sperimentare una “pesca miracolosa”, è perché vuole farci scoprire che ognuno di noi è chiamato – in modi diversi – a qualcosa di grande, e che la vita non deve restare impigliata nelle reti del non-senso e di ciò che anestetizza il cuore. La vocazione, insomma, è un invito a non fermarci sulla riva con le reti in mano, ma a seguire Gesù lungo la strada che ha pensato per noi, per la nostra felicità e per il bene di coloro che ci stanno accanto. […] Per accogliere la chiamata del Signore occorre mettersi in gioco con tutto sé stessi e correre il rischio di affrontare una sfida inedita; bisogna lasciare tutto ciò che vorrebbe tenerci legati alla nostra piccola barca, impedendoci di fare una scelta definitiva; ci viene chiesta quell’audacia che ci sospinge con forza alla scoperta del progetto che Dio ha sulla nostra vita. Q!”Quando siamo posti dinanzi al vasto mare della vocazione, non possiamo restare a riparare le nostre reti, sulla barca che ci dà sicurezza, ma dobbiamo fidarci della promessa del Signore.»

È la via affettiva del discepolato che può farci raccogliere il rischio come un’opportunità. Lo sanno bene le donne, testimoni della Pasqua del Signore in ogni attimo del suo calvario, fino alla scoperta della tomba vuota. Il coraggio che è mosso dall’amore, ha in premio l’amore stesso, l’Amore ritrovato in una dimensione “altra”, l’unica che rende possibile una scelta “per sempre”, come nel giorno di Pasqua, di ieri, di oggi, di sempre.
Tenendo alta questa speranza, ogni giovane può aprirsi alla vita come vocazione rischiando nella quotidianità di fare scelte secondo il Regno di Dio, quel Regno che è in mezzo a noi, e che ha un volto, quello del Cristo”.

Alle sollecitazioni dei nostri pastori “maggiori”, si aggiunge anche un pensiero di gratitudine al Signore per il dono di tante vocazioni sorte negli anni in questa nostra comunità. La speranza è che non manchi la preghiera, la stima e la cura per quei ragazzi e quelle ragazze che, in diverso modo, sentono di non poter “vivere alla giornata pensando che, in fondo, non c’è nulla per cui valga la pena di impegnarsi con passione e spegnendo l’inquietudine interiore di cercare nuove rotte per il loro navigare”… anche con il nostro aiuto.

Ecco come fare

Giornata Pro Seminario 2019

 


 

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“La Bibbia in pillole”

 curiosità bibliche  a cura di D. Di Donato

Domenica, 15 Settembre, durante la Messa, leggeremo Isaia 43, 24c – 44, 3

Al versetto 24 leggiamo: "Tu mi hai dato molestia con i peccati”. In effetti in ebraico leggiamo: “Ma tu hai tenuto me in servitù con i tuoi peccati.” Invece di presentare a Dio ciò che egli richiedeva, essi con il loro peccato lo hanno «tenuto in servitù» (heʿĕbadtanî: dal verbo ʿābad «servire») e lo hanno “stancato” (hôgaʿtanî) con le loro colpe. Qui si hanno due verbi carichi di significato: è il peccato che «mette in servitù» Dio stesso, come fosse un idolo qualunque, ed è il peccato che rompe la relazione. Il sacrificio sarebbe dovuto essere un simbolo forte, che mirava a far riconoscere al popolo il senso del perdono, ma è insufficiente a mostrare la realtà del perdono di Dio che interviene nella vita del suo popolo per rinnovarlo.

  

CALENDARIO

 

15/9 Domenica III dopo il Martirio - Giornata diocesana per il Seminario

ore 15.00: Cammino degli inizi - 1°media - Sacro Monte di Varese

16/9 Lunedì Da oggi Orario invernale delle S. Messe feriali

Inizio 4 giorni comunità educanti (16/18/23/25 settembre)

17/9 Martedì

Ritiro coadiutori decanato

ore 21.00: Equipe Dec. 18/19enni a San Luigi

19/9 Giovedì

ore 21.00: Equipe gruppo famiglie (per ottobre – introduzione anno)

20/9 Venerdì

ore 15.30: Ripresa S. Messa alla Gecra

ore 21.00: Presentazione proposta viaggio Islanda 2019

22/9 Domenica IV dopo il Martirio

Da oggi : Orario Invernale S. Messe Festive

ore 15.30: Battesimi (2° turno)

ore 18.00: Equipe educatori Dec. Pre-Ado/Ado

ore 21.00: Incontro animatori dei gruppi del Vangelo (programmazione).

 

SUFFRAGI

 

16/9 Lunedì

ore18.00 Sandrini Luciano

17/9 Martedì

ore18.00 Famiglie: Molina; Sartori; Perversi; Vergnaghi; Marzaroli; Pasini; Guita Luigi e Tarini GianLuigi. Defunti Milani

20/9 Venerdì

ore18.00 Reho Gerardina; Tina.

21/9 Sabato

ore18.00 Rioldi Maria Cremonesi; Milani Vilma in Furini.

 

 Defunti dei mesi Giugno Luglio Agosto

Micciché Carlo                 anni 86

Violato Giuliano               anni 60

Riccardi Vincenzo            anni 85

Gritti Luigi Mario              anni 80

Della Giulia Alessandra   anni 97

Penna Roberto                anni 50

Scarpanti Luisa Maria     anni 87

Delmati Ettore                 anni 71

Montoneri Clelia              anni 57

Vecchi Laura                   anni 73

 

Annotazioni

Rinnoviamo il nostro sentito Grazie di cuore per la grande generosità della Famiglia Limonta che da anni regala frutta e verdura per la Vacanza estiva dei ragazzi dell’Oratorio.