Foglio delle Campane di Rogoredo
Comunicazione di Formazione Religiosa
 
foglio domenicale
 

PASQUA DI RISURREZIONE 2019

 “Quanto morir perché la vita sia”

“Se il chicco di grano caduto a terra non muore , rimane solo, se invece muore porta molto frutto”. Così Gesù diceva ai suoi amici e discepoli nel vangelo, prefigurando il senso della sua e della nostra Pasqua, mistero nel contempo di Morte e di Vita dove però la vita vince a dispetto del nostro ritenere che la morte non si possa sconfiggere…

 

 

 

 

Il mattono di Pasqua non solo il sepolcro è vuoto ma la speranza di ogni essere umano che incontra il mistero di Cristo risorto diventa piena e compiuta. “Abbiate fede in me: io vado a prepararvi una dimora; se  non ve lo avrei mai detto...Vado a preparavi una dimora perché dove sono io sarete anche voi” quando vivrete la vostra Pasqua.  Questa è la nostra sola e unica speranza. Da essa tutto prende significato e consistenza. Come non ricordare qui le parole del Papa emerito Benedetto XVI nella sua enciclica dal titolo : ”Spe salvi”: ”Nella speranza siamo stati salvati, dice san Paolo ai Romani e anche a noi (Rm 8,24). La « redenzione », la salvezza, secondo la fede cristiana, non è un semplice dato di fatto. La redenzione ci è offerta nel senso che ci è stata donata la speranza, una speranza affidabile, in virtù della quale noi possiamo affrontare il nostro presente: il presente, anche un presente faticoso, può essere vissuto ed accettato se conduce verso una meta e se di questa meta noi possiamo essere sicuri, se questa meta è così grande da giustificare la fatica del cammino”.

A questa “meta” mostrataci dalla Pasqua di Gesù, diamo anche il nome di “vita eterna”.

Ma forse proprio questo modo di esprimerci  oggi può essere fuorviante. Scrive sempre papa Benedetto XVI:” La parola « vita eterna » cerca di dare un nome a questa sconosciuta realtà... Necessariamente è una parola insufficiente che crea confusione. «Eterno», infatti, suscita in noi l'idea dell'interminabile, e questo ci fa paura; «vita» ci fa pensare alla vita da noi conosciuta, che amiamo e non vogliamo perdere e che, tuttavia, è spesso allo stesso tempo più fatica che appagamento, cosicché mentre per un verso la desideriamo, per l'altro non la vogliamo. Possiamo soltanto cercare di uscire col nostro pensiero dalla temporalità della quale siamo prigionieri e in qualche modo presagire che l'eternità non sia un continuo susseguirsi di giorni del calendario, ma qualcosa come il momento colmo di appagamento, in cui la totalità ci abbraccia e noi abbracciamo la totalità. Sarebbe il momento dell'immergersi nell'oceano dell'infinito amore, nel quale il tempo – il prima e il dopo – non esiste più. Possiamo soltanto cercare di pensare che questo momento è la vita in senso pieno, un sempre nuovo immergersi nella vastità dell'essere, mentre siamo semplicemente sopraffatti dalla gioia. Così lo esprime Gesù nel Vangelo di Giovanni: « Vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno vi potrà togliere la vostra gioia » (16,22). Dobbiamo pensare in questa direzione, se vogliamo capire a che cosa mira la speranza cristiana, che cosa aspettiamo dalla fede, dal nostro essere con Cristo.” 

A queste parole fanno eco naturale quelle di Papa Francesco nella “Evangelii Gaudium” quando scrive: ”Il Vangelo, dove risplende gloriosa la Croce di Cristo, invita con insistenza alla gioia. Bastano alcuni esempi: «Rallegrati» è il saluto dell’angelo a Maria (Lc 1,28). La visita di Maria a Elisabetta fa sì che Giovanni salti di gioia nel grembo di sua madre (cfr Lc 1,41). Nel suo canto Maria proclama: «Il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore» (Lc 1,47). Quando Gesù inizia il suo ministero, Giovanni esclama: «Ora questa mia gioia è piena» (Gv 3,29). Gesù stesso «esultò di gioia nello Spirito Santo» (Lc 10,21). Il suo messaggio è fonte di gioia: «Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena» (Gv 15,11). La nostra gioia cristiana scaturisce dalla fonte del suo cuore traboccante. Egli promette ai discepoli: «Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia» (Gv 16,20). E insiste: «Vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia» (Gv 16,22). In seguito essi, vedendolo risorto, «gioirono» (Gv 20,20). Il libro degli Atti degli Apostoli narra che nella prima comunità «prendevano cibo con letizia» (2,46). Dove i discepoli passavano «vi fu grande gioia» (8,8), ed essi, in mezzo alla persecuzione, «erano pieni di gioia» (13,52). Un eunuco, appena battezzato, «pieno di gioia seguiva la sua strada» (8,39), e il carceriere «fu pieno di gioia insieme a tutti i suoi per aver creduto in Dio» (16,34).

Questo vuole essere anche il nostro augurio per la Santa Pasqua2019. Perché non entrare anche noi in questo fiume di speranza e di gioia? Perché nonostante tutto non lascarci contagiare della speranza della risurrezione e dalla gioia che deriva da Vangelo della Vita che dalla Risurrezione scaturisce? I volti tristi e le vite segnate dalla morte che ormai invadono el strade delle nostre città sono un segno che non può esserci speranza ne gioia solamente nelle “cose” che possediamo… Siamo pieni di cose e infelici comunque…

Facciamo nostre le parole di una preghiera che dice così:

Qualche volta
le nostre vite sono come stelle senza luce,
come arcobaleno senza colore,
come musica senza suono.
Qualche volta alle nostre vite manca la gioia manca la speranza.
Eppure, tu, Signore ci affidi 
la responsabilità di diffondere la gioia che viene dall'averti conosciuto, la gioia che viene dal saperci amati da te, dal saperci fatti come Te per la “Vita eterna”...
Tu deponi questo tesoro dentro di noi,
lo metti nelle nostre mani,
affinché noi lo moltiplichiamo
e lo condividiamo.
Ogni nuovo giorno che nasce,
è un dono che tu ci fai
per accrescere in noi la gioia 
e la speranza.

Tu desideri solo
che prendiamo coscienza
della gioia che susciti in noi.
Allora aiutaci a conquistarla
anche quando la nostra vita
sembra naufragare
tra le onde della rassegnazione.
Cambia la nostra tristezza in vita,
cambia la nostra ombra in luce,
cambia la nostra acqua in vino nuovo
e trasformala in fontana di gioia 
e di speranza per noi e per tutti i fratelli.

Amen.

 

Tre uccellini senza valore… un racconto “pasquale”

Un buon parroco di un paesino preparava sempre con cura l'omelia domenicale. Un anno, la mattina della Domenica di Pasqua si accostò all' ambone per la predica portando con sé una gabbia arrugginita che sistemò ben in vista. I fedeli erano alquanto sorpresi.
Il parroco spiegò: «Ieri stavo passeggiando quando vidi un ragazzo che reggeva questa gabbia. Nella gabbia c'erano tre uccellini, che tremavano per il freddo e lo spavento.
Fermai il ragazzo e gli chiesi: "Cos'hai lì, figliolo?". "Tre uccelli senza valore", mi rispose il ragazzo.

"Cosa ne farai?", chiesi ancora. "Li porto a casa e mi divertirò con loro", rispose il ragazzo. "Li stuzzicherò, strapperò loro le piume, così litigheranno. Mi divertirò tantissimo".
"Ma presto o tardi ti stancherai di loro. Allora cosa farai?".

"Ho dei gatti" disse il ragazzo. "A loro piacciono gli uccelli. Li darò a loro".

Rimasi in silenzio per un momento, poi domandai al ragazzo: "Quanto vuoi per questi uccelli, figliolo?". "Cosa?! Perché li vuole, reverendo? Sono uccelli di campo, non hanno niente di speciale. Non cantano bene. Non sono nemmeno belli!", rispose stupito il ragazzo. "Quanto vuoi?", domandai ancora. Pensando che io fossi pazzo, il ragazzo mi disse: "Cinquanta euro?". Presi cinquanta euro dalla tasca e li misi in mano al ragazzo, che subito sparì come un fulmine. Sollevai la gabbia e andai in un campo dove c'era no alberi ed erba. Aprii la gabbia e lasciai liberi gli uccellini». Così il parroco spiegò perché quella gabbia vuota si trovasse accanto al pulpito. Poi iniziò a raccontare questa storia: «Un giorno Satana e Gesù stavano conversando. Satana era appena ritornato dal Giardino di Eden, tutto tronfio e si gonfiava di superbia. "Signore, ho appena catturato l'intera umanità", disse. "Ho usato una trappola che sapevo non avrebbe trovato resistenza, ho usato un' esca che è risultata ottima. Li ho presi tutti!".
"Cosa farai con loro?" chiese Gesù. Satana rispose: "Oh, mi divertirò con loro! Insegnerò loro come odiare e farsi male a vicenda, come bere e fumare e bestemmiare. Insegnerò loro a fabbricare armi da guerra, fucili e bombe e ad ammazzarsi fra di loro. Mi divertirò un mondo!". "E poi, quanto avrai finito di giocare con loro, cosa ne farai?", chiese Gesù. "Li ucciderò tutti !" esclamò Satana con superbia. "Quanto vuoi per loro?" chiese Gesù. "Vuoi forse questa gente? Non sono per niente buoni, anzi, sono molto cattivi. Se ti avvicinerai a loro, ti odieranno. Ti sputeranno addosso, bestemmieranno contro di te e ti uccideranno. No, non puoi volerli!". "Quanto?" chiese di nuovo Gesù. Satana guardò Gesù e sogghignando disse: "Voglio tutto il tuo sangue, tutte le tue lacrime e la tua vita". Gesù annuì. E poi pagò il prezzo». Poi il parroco prese la gabbia e lasciò l'ambone...

 «Il mio comandamento è questo: amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. Voi siete miei amici» (Vangelo di Giovanni 15,12-14).

Da “I racconti del gufo” 

 

“La Bibbia in pillole”

curiosità bibliche  a cura di D. Di Donato

Domenica, 21 Aprile, durante la Messa, leggeremo 1 Corinzi 15, 3-10

Al versetto 4 leggiamo: " è stato risuscitato il terzo giorno secondo le Scritture”.

Il kerygma è lieto annunzio e non narrazione di quanto è avvenuto. Per questo, il testo non esplicita il come-dove-quando, ma che è avvenuto e che cosa è avvenuto. La terza affermazione, a differenza delle altre, è espressa con un verbo greco al perfetto passivo: egêgertai  «è stato risuscitato». Il passivo è un modo per non esprimere il soggetto divino (Rm 4,25; 6,4. 9). È dunque Dio che ha risuscitato Gesù. Più eccezionale è modo perfetto. Esso sta a significare che l’evento della risurrezione continua nel presente, come afferma Fil 2,9 con il linguaggio dell’esaltazione, e dunque non si limita ad un fatto avvenuto «il terzo giorno» ! (Osea 6,2)

 

Ringraziamenti

Un sincero grazie a tutti coloro che in diverso modo hanno contribuito alla preparazione e animazione della Settimana Santa: dai cori ai musicisti, dai chierichetti a lettori, voci guida e  gruppo liturgico, dalla sacrestia a chi ha preparato i fiori, da chi ha pulito e riordinato la chiesa a chi ha arredato la cappellina per ospitare Gesù Eucaristia ecc… Quanti servizi, quante ore di tempo donato gratuitamente per consentire alla comunità di vivere e pregare insieme…Anche questa è “chiesa” nella sua forma più bella ed evangelica. Grazie anche alla fam. Limonta per l’ulivo sciolto in rami. Mentre per quello in bustine abbiamo speso 600 Euro recuperando il costo grazie alla solerzia di chi ha seguito la distribuzione e alla generosità di tutti. Grazie sinceramente !!! 

 

CALENDARIO

  

21/4 Domenica di PASQUA Orario S. Messe:

10.15 - 11.30 - 18.00 e 9.00 a S. Martino

 

22/4 Lunedì Dell’Angelo  Orario S. Messe:

10.30 con Battesimi e 18.00 - 9.00 a S. Martino

Dal 22 al 24 Aprile Pellegrinaggio decanale a Roma 3amd

 

25/4 Giovedì

ore 15.30: S. Messa GECRA

 

26/4 Venerdì

ore 15.00: Incontro 3a età

 

27/4 Sabato

ore 9.30: Ritiro Prima S. Comunione (1° T.)

ore 18.00: Equipe educatori PreAdo

 

28/4 Domenica In Albis II di Pasqua

ore 09.00: Catechesi 3ael./12 “Domeniche a Messa”.

ore 11.30: Prime S. Comunioni (1° turno)

ore 15.30 Battesimi

ore 21.00: Animatori del Vangelo (per Maggio)

SUFFRAGI

 

23/4  Martedì

ore 18.00 Fam. Martino e Mauceri

 

24/4 Mercoledì

ore 18.00 Di Nicolò Vincenzo, Chiara e Romano, Di Nicolò Costantino. Centorrino Francesca.

 

25/4 Giovedì

ore 18.00 Combattenti e Reduci e Simpatizzanti.