Quaresima 2019. Prima settimana. Mercoledì 13 marzo 2019.

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Questo mistero di salvezza, già operante in noi durante la vita terrena, è un processo dinamico che include anche la storia e tutto il creato. San Paolo arriva a dire: «L’ardente aspettativa della creazione è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio» (Rm 8,19). In tale prospettiva vorrei offrire qualche spunto di riflessione, che accompagni il nostro cammino di conversione nella prossima Quaresima.

Il Mistero della salvezza ci viene presentato come un processo dinamico, cioè come un continuo divenire che permette di entrare sempre di più nel Mistero che Dio ha rivelato. Se, come ben sappiamo, il Mistero rivelato è il disegno fedele e incondizionato della Misericordia di Dio che vuole l’umanità e l’universo presso di sé, significa che la parola ‘Salvezza’ indica la realizzazione piena e il compimento definitivo dell'essere umano e del suo mondo.  Perciò è chiaro che questo percorso dinamico, riguardando la totalità dell'uomo ha a che fare con le tre dimensioni fondamentali che lo costituiscono. La prima è la libertà: non basta dire che l'uomo è libero ma bisogna coraggiosamente affermare con la Scrittura che la libertà è costitutiva del suo essere ed è ciò che gli permette di essere quello che è: senza libertà l'uomo regredisce e si allontana dalla sua originaria vocazione. Ma parlare dell’uomo come libertà significa subito parlare del suo rapporto con gli altri e cioè della storia.  D’altra parte la ‘storia della Salvezza’ è inestricabilmente congiunta con la libertà umana e dunque con la storia degli uomini. A questo punto emerge la terza dimensione: la storia degli uomini è, a sua volta, vissuta nella concretezza geografica del mondo creato. Lo spettacolo che ci viene presentato è grandioso: nelle viscere della terra e nell'immensità dell'universo è presente un'energia straordinaria che conduce verso il futuro di una nuova e definitiva Rivelazione che riguarda i figli di Dio.

Nel cuore della realtà c'è un'attesa; questa attesa non può essere descritta in modo migliore di quanto fa l'apostolo Paolo nella Lettera ai Romani: 'Ritengo infatti che le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria futura che sarà rivelata in noi. L'ardente aspettativa della creazione, infatti, è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio. La creazione infatti è stata sottoposta alla caducità - non per sua volontà, ma per la volontà di colui che l'ha sottoposta - nella speranza che anche la stessa creazione sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio. Sappiamo infatti che tutte insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi'. (Rm. 8, 18- 22).

Come si può vedere non siamo gettati come atomi impazziti in un universo senza senso ma la Rivelazione del destino finale, avvolto nel Mistero delle misericordia di Dio, illumina la vita quotidiana di coloro che sperano e fa nascere in essi, per Grazia, un rapporto intimo e profondo con tutta la materia dell’universo, con ogni pianta, con ogni essere animato e con tutte le donne e gli uomini liberi.