Quaresima 2019. Prima settimana. Martedì 12 marzo 2019.

a cura di Don Luigi Galli

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‘In questo modo possiamo camminare, di Pasqua in Pasqua, verso il compimento di quella salvezza che già abbiamo ricevuto grazie al mistero pasquale di Cristo: «nella speranza infatti siamo stati salvati» (Rm 8,24)’.

Come siamo abituati da tempo per questa Quaresima ci farà da guida il messaggio del Papa. Il titolo è significativo e ci introduce in un campo fondamentale per la nostra vita di credenti e di testimoni di fronte al mondo; è una frase di Paolo presa dalla lettera ai Romani: ‘L'ardente aspettativa della creazione è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio' (Rom. 8,19).   Con questo titolo sappiamo che lo sfondo su cui si muoveranno le nostre riflessioni quaresimali è quello che comunemente viene indicato come il problema ecologico. E’ bene dire subito che non ho alcuna competenza specifica per entrare, con l’intelligenza necessaria, nel merito di un problema così complesso.

Ma la Quaresima è un momento squisitamente religioso e dunque non ci consegna soluzioni scientifiche o orientamenti politici ma ci offrirà, si spera, una tela robusta sulla quale è possibile costruire un ricamo consistente e duraturo.  Il messaggio del Papa ci dice che la nostra vita è un cammino verso un compimento di salvezza e che questa salvezza, in qualche modo, è già iniziata di noi. Nel linguaggio cristiano la certezza di questo inizio prende il nome di ‘speranza’; è la speranza, infatti, che ci aiuta ad anticipare nel presente, ancora nebbioso e contraddittorio, la luminosità del complimento che la Pasqua di Gesù ha introdotto nel mondo per ciascuno di noi, per l'intera umanità e per tutti gli universi.

Rimettersi in cammino, o più precisamente, continuare con coraggio Il cammino intrapreso: ecco lo scopo della vicenda quaresimale che allegramente, semplicemente ma anche coraggiosamente ci porta ai piedi della Croce di Gesù, unica nostra speranza.

Siamo attorniati da un mondo che ha perso l'idea stessa di futuro e abbiamo l’incarico di indicare prima di tutto a noi stessi e poi agli altri una meta che non è presente e che ‘non si vede’: è questa per i credenti la novità assoluta, imbarazzante e inedita da vivere ed annunciare a tutti. Dicevamo ieri che le parole fondamentali per i cristiani non hanno alcun senso per la più diffusa cultura contemporanea: futuro, complimento, salvezza... quaresima, Pasqua.

Ogni tanto è bene che ci chiediamo con estrema sincerità se queste parole hanno per noi un senso e quale, aggiungendo subito che non possiamo limitarci a una certezza, per così dire, di testa ma dobbiamo convertire il cuore cioè la vita. E’ la vita cristiana che in modo trasparente e luminoso cerca di incarnare il Vangelo e ‘farlo vedere’. Solo così il Vangelo sarà preso in considerazione e magari, per grazia di Dio, accolto. Non si dà per i cristiani occidentali altro modo di essere presenti nel mondo.