Quaresima 2019. Prima settimana. Lunedì 11 marzo 2019

      a cura di Don Luigi Galli         

Cari fratelli e sorelle, ogni anno, mediante la Madre Chiesa, Dio «dona ai suoi fedeli di prepararsi con gioia, purificati nello spirito, alla celebrazione della Pasqua, perché […] attingano ai misteri della redenzione la pienezza della vita nuova in Cristo» (Prefazio di Quaresima 1). In questo modo possiamo camminare, di Pasqua in Pasqua, verso il compimento di quella salvezza che già abbiamo ricevuto grazie al mistero pasquale di Cristo: «nella speranza infatti siamo stati salvati» (Rm 8,24).

Inizia la Quaresima. Come ogni inizio la domanda che si affaccia è sempre la stessa: ‘Che senso può avere per me – oggi -  e qual è il suo significato?'.

 A questa domanda fondamentale ne segue immediatamente un'altra domanda: ‘ In che cosa la Quaresima di quest'anno è diversa da quella dell'anno scorso ?’ . Non sono domande banali e in questo primo giorno di Quaresima è bene cercare una qualche risposta. 

Il termine ‘Quaresima’ richiama alla nostra immaginazione qualcosa di penoso, di sacrificato, e - soprattutto -  di penitenza e di rinuncia; è come se la Quaresima si presentasse con il capo cosparso di cenere, con le lacrime agli occhi e con addosso degli stracci. In realtà se questo modo di presentare il cristianesimo ha avuto (e in parte può avere ancora) un senso, oggi la prima cosa da fare nell’iniziare la Quaresima è quella di togliere tutto questo sapore ascetico, penitente e rinunciatario.  Se uno vuole vivere la Quaresima per sé stesso può benissimo viverla come l'ha sempre vissuta; se si vuole invece vivere una Quaresima che parli, o meglio che tenti di parlare, al mondo di oggi è bene presentarsi in altre vesti.

Questo ci invita ad accogliere con desiderio e gioia questo tempo santo, totalmente orientato alla pienezza della vita nuova che la Pasqua ci dona ogni giorno, anche in Quaresima.

 ‘Pienezza di vita nuova': più che un'esperienza possibile e quotidiana è una speranza depositata nel nostro cuore dallo Spirito di Gesù e tenuta viva ogni volta che ci rendiamo conto della sua presenza.  Per questo è importante partire verso l’avventura quaresimale con altre domande; per esempio non si può fare a meno di chiederci: ‘Che cosa significa per me - oggi - essere Cristiano? ’. Questa domanda ce la siamo fatta mille volte ed è diventata perfino noiosa; eppure qualcosa ci dice che è necessario rifarci questa domanda con più coraggio del solito guardando il mondo intorno a noi con realismo senza ipocrisie ed illusioni.

Siamo entrati da tempo in un’epoca del tutto nuova e per lo più sconosciuta; il cristianesimo è solo in parte e da pochi osteggiato e vilipeso; in realtà è totalmente ignorato e insignificante. Capita, qualche volta, di avere un sussulto che rincuora quando sentiamo parole belle sulla vita cristiana; ma subito scopriamo che del Cristianesimo si parla come di un caro e nostalgico oggetto del passato da custodire nella memoria e nell’arte ma che non è in grado di dire efficacemente parole per l’oggi.  Le ‘parole-chiave’ del cristianesimo come salvezza, redenzione, liturgia, comunità cristiana, rivelazione…non hanno alcuna rilevanza pratica nell’età dominata dal sapere scientifico e dalla ‘tecnica onnipotente’.

Si vede subito che la questione è grave e se vogliamo fare una ‘Quaresima come si deve’ sarà bene che ciascuno si metta di buon grado a rivedere per l'ennesima volta le radici della propria fede, per ritrovare, in particolare, la gioia del Vangelo e l'entusiasmo di essere fedeli allo Spirito che abita in noi dal giorno della consacrazione battesimale. Entusiasmo significa ‘essere in Dio’ perché lo Spirito è dentro di noi.